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XXVII Corso Speleo: Ipse Dixit

XXVII Corso di primo livello – GSAGS

Impressioni, Sensazioni, Lamentele, Complimenti e di tutto un po’

ottobre/novembre 2011

Curiosare nell’anima di un prezioso peperoncino rosso,
svelare l’essenza segreta di uno scrigno del tesoro,
indossare l’elmo da elfo e illuminare il buio sconosciuto,
sentire il freddo dell’armatura e il timbro ritmato del tintinnante metallo,
respirare l’odore di madre terra e percepirne la sua energia pura,
navigare nelle viscere del pianeta vivente e farsi avvolgere da un tiepido abbraccio,
fiutare l’ignoto primordiale e condividere l’adrenalina con altri folletti,
ascoltare la soffice voce e il canto segreto delle pietre,
farsi travolgere dallo spirito della roccia e osservare il frutto plasmato dall’acqua,
entrare in contatto con la forza degli elementi e abbandonarsi all’armonia dei colori,
tutto questo è il mio magico mondo chiamato Grotta.

Giorgia A. – Cuccuru Tiria 23.10.2011

Caro Riccardo,
rispondo volentieri al tuo invito.
Anche per me è stata una esperienza piacevole sia per la bella giornata sia per la bella compagnia.
In particolare ho apprezzato la disponibilità e l’entusiasmo di tutti gli istruttori; mi sono inoltre sentito “in buone mani”, cioè in una condizione di completa sicurezza e controllo.
Parlando con Francesco anche lui condivideva le mie impressioni.
Vi ringraziamo tanto per il vostro impegno.
A presto Sandro & Francesco

Sandro P.

Ciao Riccardo, queste le mie impressioni:
curiosità iniziale mista a precauzione nel momento d’ingresso nella cavità. Leggero timore nel calarsi lungo il cunicolo ma placato dalla compagnia e dalla presenza di voi veterani. Inizia il momento della voglia di vedere un mondo diverso ed è un mondo diverso che scaturisce curiosità, voglia di scoprire, di vedere che cosa c’è più in la.
Sicuramente affascinante.
Penso abbia necessità di prendere maggior confidenza con il sottosuolo che sicuramente arriva con la prosecuzione di questa esperienza.
Alla prossima
Ciao

Roberto M.

Ciao Riccardo,sono Nicola e le mie impressioni sono:
La prima cosa che mi ha colpito è stato di trovarmi,non in un gruppo,ma ogni volta che vado in sede sembra una riunione di famiglia molto unita, e credimi che coinvolge veramente tanto.
Quando siamo arrivati all’entrata della grotta,mi immaginavo una ampia apertura come si vede nei film,o nei documentari, invece mi sono ritrovato un buco che per me sembrava una tana di un animale.
il mio primo pensiero è stato ” ma riuscirò ad entrare?” ed è stato veramente emozionante,sopratutto grazie alla vostra sicurezza e semplicità nel spiegare le cose.
Superata l’entrata mi sono trovato in un mondo completamente nuovo,che non potevo minimamente immaginare.
Ma poi quell’odore mai sentito che non saprei neanche descrivere.
Sono stato affascinato da tutto quello che mi circondava,dalle emozioni che ci stavamo scambiando e perchè no anche dalle battute che si facevano.
Mi è piaciuto molto il vostro modo di spiegare “almeno per me” perché l’escursione si è dimostrata veramente interessante,mi sentivo a mio aggio.
Non smentisco che è faticoso,sopratutto per uno che è 14 anni che non fa attività fisica,ma è bello veramente credimi.
Ma il massimo è stato quando sono uscito,alla faccia del pranzetto, c’era il ben di dio e ancora di più,mai visto tanta roba da mangiare e da bere a fiumi.
Piatti,tegami e vassoi che volavano da una parte all’altra,sembrava un pranzo del RE nel medioevo.
A me personalmente è piaciuto moltissimo anche se ho imparato che non è fare una passeggiata,ma conoscere realmente la nostra terra sia da sopra, che da dentro e pensare come vivevano i nostri antenati.
Grazie Riccardo a te e a tutti voi.

Nicola M.

Ciao Riccardo,
un grande ringraziamento a voi tutti istruttori , per la santa pazienza .

Saluti sportivi

Stefano M.

Te l’ho detto già al rifugio ma ora lo ribadisco, siete un gruppo meraviglioso, al quale chiunque sarebbe felice di appartenere a prescindere dalla passione o meno per il “mondo di sotto”.
Se solo un po’ più di persone facessero il proprio lavoro o prendessero tutto ciò che il mondo ci offre, con la metà dello spirito, l’impegno, l’amore e la serietà con cui vi vedo gestire questo corso, ma credo che lo stesso valga per il vostro vivere quotidiano, oggi l’Italia non sarebbe in queste condizioni.
Grazie, grazie, grazie di tutto.
Viva il G.S.A.G.S.

Gianni D.

Gentile Riccardo ,
in riferimento all’accaduto posso testimoniare che la macchina con cui sono arrivato a Lanaittu ,guidata dai sig. Nicola e Silvano , non ha urtato alcuna auto in detto parcheggio.
colgo l’occasione per sottolineare ,senza voler sollevare alcuna polemica (credimi !) come non sia stato simpatico neppure il tremendo baccano che si è protratto fino all’alba che ha di fatto impedito di  riposare a chi avrebbe affrontato l’escursione la mattina seguente . Non sono bacchettone ,e mi associo allegramente al magno gaudio … però mi sa che si è andati un pochino “oltre” …

infine ringrazio gli istruttori (Alfredo, Marco, Ovidio, Carlo, Sabia) per l’encomiabile supporto ,anche psicologico , prestatoci.
con cordialità

Maurizio S.

Pozzo Medros 13-11-2011

“Cazz’e Stampu Leggiu!”

Era la mia prima idea… ma forse fa troppo “Relazione di Babele”, rivediamola così.

Sveglia alle 7 per l’ultima avventura del corso di primo livello e si spera non l’ultima avventura di speleologia.

La tensione c’è. L’ansia anche. Ho dormito 4 ore per festeggiare le dimissioni del nano maledetto e ho lavorato fino all’una di notte per colpa delle dimissioni del nano maledetto.

In tutto questo marasma non sono riuscito a prendere niente da mangiare. Ricontrollo le cose almeno 10 volte e alla fine mando un SMS a Giorgia che mi aspetti al Mediterraneo, luogo dell’appuntamento.

Un pozzo profondo, le notizie sono contrastanti sulla profondità esatta, un avvicinamento da brivido, cagotto assicurato.

Non andare e passare un ordinario e tranquillo giorno domenicale. O andare vincere i propri demoni e passare un esilarante giorno di speleologia?

La risposta è scontata per quasi tutte le persone, anche per me lo è. Speleologia ovviamente. Mai sia detto che la mia parte irrazionale vinca sulla mia parte razionale.

Si arriva all’appuntamento con qualche minuto di anticipo e subito si è in prima squadra, via a cambiarsi.

Controllo almeno due volte tutti gli attrezzi, mi chiudo l’imbragatura, mi faccio ricontrollare da due istruttori diversi, e ricontrollo gli attrezzi. Bene, l’ansia c’è ed è “palpabile”.

Iniziamo l’avvicinamento seguendo le incitazioni del nostro Capo Squadra, Carlo; le prime scene sono da film, mi emozionano, io come mio solito sto indietro e li vedo. 14 persone sporche di fango vecchio, che tintinnano di alluminio e acciaio legati da corde salvavita, con il casco segnato da varie capocciate, sacchi speleo di dimensioni varie galli, arancioni rossi. Mi cagherò addosso in quel pozzo. Lo so, succederà. Ma sono già contento così. Sono uno di questi pazzi scriteriati che striscia nelle viscere della terra.
No, non ci sarei stato questa Domenica a casa, non ci sarei riuscito, mi sarei annoiato. Non sarebbe stata la mia giornata, quella. Non più. Già si ride e si scherza e si sacramenta contro la salita.

La montagna già ci ostacola ma noi siamo più forti e curiosi.

Arriviamo all’imbocco del pozzo, mi defilo, di sicuro non voglio essere tra i primi ad entrare, se fossi una pentola a pressione ora starei fischiando e sbuffando… cosa che in effetti faccio 😀

Vanno giù i primi 4 allievi con i relativi istruttori, in circa 30 minuti la via è libera e Carlo mi “adotta” per la discesa; diretto e deciso non mi lascia il tempo di pensare e mi ritrovo con il culo sul vuoto. Sono a 48 metri dal fondo, in chiave completa sul discensore e non so come, ero sulla longe, com’è che sono già sul discensore? Misteri della fede, sul serio, fede nell’istruttore, fede negli attrezzi, fede nei nuovi amici. C’è Marco li fuori con la reflex che mi guarda e sorride gli devo aver detto qualcosa tipo: “Si sappia che mi sto cagando addosso moltissimo, ma proprio molto

Carlo riprende in mano la situazione, per darmi maggiore sicurezza aggancia la sua longe lunga alla mia mi guarda e mi fa: “Andiamo? Disfa la chiave ed iniziamo a scendere, hai un frazionamento subito, dai che abbiamo anche altro da fare

La discesa è molto meccanica per me, a parte uno scivolone con conseguente spanciata sulla roccia dovuta alla paura e all’inesperienza. Al secondo frazionamento non ho quasi più voce e ho la bocca completamente secca. Ma sono fermamente intenzionato ad arrivare giù.

Arrivo giù e già capisco che sarà un’altra grotta che farò con questo fastidiosissimo dolore alla spalla, un dolore che mi lascia senza forza nel braccio destro, bisogna che mifaccia una visita prima o poi.

Cosa dire del Medros… che è un buco polveroso e fangoso, pieno di strettoie, con piccole sale, alcune, almeno per la mia limitatissima esperienza, belle.

Arriviamo all’ultima strettoia, ma io sono stanco e ho paura di non riuscire a tornare indietro, provo a passare senza troppo entusiasmo, con qualche sforzo e faticando un po’ quasi sicuramente sarei passato, ma veramente ho paura di esaurire le ultime risorse.
Devo pur sempre rifare quel dannato pozzo in risalita.

Rimango indietro con Riccardo e dopo una breve chiacchierata ci addormentiamo al buio. Dormire in grotta è molto più rilassante che non nel proprio letto in mezzo al casino della gente, ve lo devo dire.

Ci sveglia Carlo: “Che cazzo fate? State dormendo? Chi ha fatto il maschio?

Iniziamo la risalita, ci incrociamo con la seconda squadra e al Medros è abbastanza stretto per essere un’esperienza complessa 🙂

come sempre il percorso al rientro sembra mille volte più veloce di quello all’andata.

Ci rivestiamo, io riprendo fiato e mentre i primi iniziano la risalita noi ci facciamo una chiacchierata sul mondo economico e su cosa ci aspetta nel futuro e di mille altre cazzate. Mi sto divertendo molto ma l’ansia riprende.

Il mio turno di salire, faccio le prime pedalate e mi rendo conto che se mi giro qui succede un casino, mi ritroverei faccia al vuoto e per la mia psiche sarebbe forse troppo. Chiedo a Carlo, ancora il mio angelo custode, di tenermi dritto 😀

Una salita difficoltosa, ma l’ho fatta, con l’aiuto di Carlo. Un’ora di risalita, siamo anche stati superati da due corsisti della seconda squadra, delinquenti 😀

Al secondo frazionamento alzo gli occhi, Claudio, Fabio, Riccardo che mi prendono per il culo e ridono. Ecco perchè faccio speleologia. No, non per essere preso per il culo, anche se in realtà ci stava tutto, ma per ridere, per sentirti vivo, per vedere posti bellissimi che nessun altro può vedere e per scoprirne di nuovi. E per uscire e vedere altri bambinoni sporchi di fango e terra.

L’ultimo frazionamento in salita lo faccio più sereno, mi tiro fuori, mi allongio a tutto quello che trovo.

L’ho fatto, maledetto pozzo, t’ho fatto e non mi fai più paura… molta… no ok mi fa ancora paura, ma ora so che lo posso battere, si può fare, si farà.

Aspettiamo Marco che sta disarmando, per dargli una mano con i sacchi non ho più problemi ad allongiarmi e allungarmi un poco per prendere un sacco assieme a Riccardo. L’anno scorso quando ero venuto a fargli compagnia ero rimasto ad almeno 5 metri dal pozzo ben sicuro di non avvicinarmi. Ieri mi sono affacciato e ho preso un sacco sul bordo del pozzo.

Grazie Carlo. Grazie Marco.

Ora si torna giù e si mangia, io ho ancora un poco lo stomaco chiuso. Alzo gli occhi al cielo e vedo un tappeto di stelle come ne avevo visto raramente. Dagl’inferi al paradiso, in 4 ore.

Decisamente non sarà l’ultima avventura nella speleologia. No, non lo sarà. Impossibile.

Grazie Istruttori. Grazie GSAGS. Grazie Riccardo, “cambia mentine” però 😉 😀

Grazie.

Stefano S., Pozzo Medros 13-11-2011

Ciao Stefano, non ci conosciamo, però complimenti, mi hai fatto ricordare, se ce ne fosse bisogno, di come è bello andare in grotta.
Spero a breve di poter fare una grotta con tutti (dovrà essere molto grande).
Ciao

Nicola S.

Nella valle del silenzio, immersa nei profumi e nei suoni della natura.
Arrampicata sulla roccia come un geco ma con le mani sudate come una lumachina.
Aria frizzante sulla faccia e vento fresco tra i capelli.
Desiderio di avere i piedi nudi come sulla Torre Sa Mora.
Piena sicurezza negli strumenti che mi fanno volare come un angelo.
Assoluto stupore nel vedere i compagni piccoli piccoli come formiche.
Un sorriso in alto per cercare le tracce di Lei e poi giù… nel cuore profondo di madre
terra.

Giorgia A. – Su Bentu – Oliena 5.11.11

Ciao Riccardo, ciao Spanotti
voglio ringraziare tutti voi per la disponibilità e l’accoglienza e, come detto a Riccardo domenica sera a Domusnovas, ribadire che aldilà di facili  frasi di circostanza sono stato davvero bene. Mi sono divertito sul serio come non mi capitava da tanto tempo nell’ambito di attività  speleologiche. Spero di aver contribuito secondo le Vostre aspettative alla buona riuscita del corso  e mi auguro di poter collaborare con voi in altre occasioni o semplicemente di organizzare uscite comuni con i nostri gruppi speleo.
Faccio i complimenti sinceri per l’ottima organizzazione, la preparazione, la simpatia e la cordialità di tutti. Ovviamente verrò a trovarvi a breve per ritirare il mio sudatissimo diploma di Master di terzo livello GSAGS!!

CIAO a TUTTI

Alessio M.

E ora un poco di video grazie a Giorgia A. la nostra Fotografa Video-operatrice ufficiale per il corso 🙂

Cuccuru Tiria 23-10-2011

Sa Crovassa 30-10-2011

Su Bentu 5/6-11-2011

Esercitazioni in Parete a Domusnovas

Pozzo Medros 13-11-2011

Spanopizza di fine corso 15-11-2011

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Categoria: Attività, Notizie, Primo Piano, Speleologia Carsica

2 risposte "XXVII Corso Speleo: Ipse Dixit"

  1. Alfredo ha detto:

    Complimenti Giorgia

  2. Gheorghia ha detto:

    Grazie a tutti Voi. Siete Speciali!