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La Storia

E’ nato prima lo speleologo o la speleologia? Difficile rispondere a questa domanda perché se proviamo ad analizzare attentamente cos’è la speleologia e chi è lo speleologo non ne caviamo un geotritone dal buco.
La speleologia sembrerebbe un’attività seria e di grande interesse scientifico e, perché no, anche d’interesse sportivo; l’esplorazione delle viscere della terra, l’analisi di importantissime riserve d’acqua, lo studio della vita nelle grotte, tutto questo grazie all’utilizzo di tecniche di progressione più o meno complesse.
Lo speleologo è d’altra parte un animale raro, piuttosto sociale che vive in branchi e si riproduce raramente; adora la montagna ma più che camminarci sopra preferisce andarci dentro.
Gode nello strisciare in stretti cunicoli, sguazzare nel fango, buttarsi in profondi baratri, vestirsi con colorate tute e addobbarsi con della strana ferraglia diventando una specie di albero di natale.
Chissà, quindi, se è lo speleologo che ha creato la speleologia facendo così un lavoro socialmente utile o è la speleologia che cattura le persone per trasformarle in speleologi?
Però, a pensarci bene, potrebbe essere la speleologia che crea gli speleologi, facendo ugualmente un lavoro socialmente utile.
C’è un caso abbastanza famoso del lontano ottobre 1976 dove la speleologia ha contribuito a portare un po’ di quiete a Cagliari.
Quattro ragazzi piuttosto animati e non tanto amati dalle persone che vivendoci vicino dovevano sopportare di continuo i loro scherzi, vennero distratti da questa attività. Con la giusta incoscienza si infilarono per la prima volta in una grotta che gli catturò l’anima e così nacque il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano.
Un piccolo gruppo che nel giro di pochi anni diventò un grande branco caratterizzato da una serie di individui di rara natura.
Non valutiamo ora quanti chilometri di grotta hanno percorso ed esplorato, quante corde hanno usato e distrutto in 30 anni di attività, quanto fango si sono lanciati, quanto vino hanno bevuto, perché in ogni caso non li riterremo mai dei supereroi ma solo delle vittime della speleologia.
Ormai stregati continueranno ad essere calamitati ogni fine settimana da qualche grotta da visitare facendo così quell’attività che mai nessuno farebbe per professione ma che ci regala tanti stupefacenti risultati.
Eh già, far speleologia richiede tanti sacrifici, economici, di tempo, di fatica, ma ….. in-fondo è bello!
All’interno del Gruppo, nel corso degli anni, si sono creati differenti settori di specializzazione; un completamento dell’attività speleologica, sembrerebbe.
In realtà è stata solo una forma per separare di tanto in tanto il branco nel quale dopo troppo tempo di convivenza si iniziavano ad osservare i primi segni di intolleranza da parte di qualcuno.
C’è chi ha iniziato ad infilarsi in tutti i buchi di Cagliari, visitando vecchi acquedotti romani, cisterne puniche, antichi pozzi e vari tipi di fognature; strutture realizzate con tanta fatica centinaia di anni fa e riempite nel tempo, perché ormai in disuso, da detriti di tutti i generi.
Oggi, per studiarle, queste persone fanno il curioso e disumano lavoro dello svuotamento e lo chiamano -Speleologia urbana- (mah!).
Ci sono anche quelli che sanno perfettamente di non essere gli unici animali che abitano nelle grotte, così per gelosia si mettono a cercare gli altri occupanti.
Una volta trovati li schiaffano dentro delle bottigliette di vetro per farli classificare e registrare, nonostante, queste povere bestie, stiano così tranquille e serene nella loro grotta …. Biospeleologia.
Qualcuno poi, non soddisfatto delle solite pazzie del fine settimana dentro una solita grotta, si porta qualche quintale di attrezzatura subacquea accompagnato dai provvidenziali sherpa per infilarsi in tutte le pozze d’acqua che trova.
Questo non perché gli viene caldo ma soltanto perché vuole esplorare quei tratti di grotta allagati che solo loro possono visitare in modo da fare ingelosire tutti gli altri che restano fuori con ansia ad aspettarli ….. Speleo-subacquea
Ma l’attività fondamentale per la sopravvivenza del Gruppo è la più curiosa.
I componenti più audaci del branco ogni anno in ottobre si sguinzagliano per la città a catturare le nuove vittime che con forza vengono trascinate nella loro sede sociale per seguire i corsi di speleologia.
Ingannati con tante belle parole e da belle diapositive non gli viene detto quello che gli sta per succedere:
entrare in grotta è pericoloso, SI POTREBBE DIVENTARE SPELEOLOGI!

Una risposta "La Storia"

  1. Narfir ha detto:

    Racconto affascinante e avvincente.
    Però provenivano già da pregresse esperienze speleologiche dal lontano ’73 nei primi anni dell’Università. Infatti il primo gruppo che frequentando era situato di fronte alla segreteria universitaria.
    Con la insofferenza dei giovani decidemmo di creare un gruppo a nostra immagine e più adatto ai nostri interessi speleoarcheologici.
    Il centro studi ipogei ebbe breve vita e finalmente insieme ad Antonello, Giovanni e Gavino fondammo il GSAGS.
    E la dimostrazione che abbiamo creato delle buone fondamenta e abbiamo istruito centinaia di speleologi con la prima scuola omologata CSI.
    Non ho raccontato questo supplemento di storia per vanto ma era dovuto.

    Saluti Franco Scasseddu