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1a escursione post corso 2011.

Foto della sqadra

Dopo più di un mese di lezioni, palestra di roccia e grotte didattiche, anche di un certo impegno, il G.S.A.G.S., da buona madre premurosa e orgogliosa dei suoi neo- speleologi, ha fatto in modo che molti di questi si cimentassero, ma soprattutto si rilassassero con una delle più belle grotte della Sardegna; la ben nota grotta de “Su Mannau.
Sotto la sapiente guida di Gianluca Frau, esperto speleologo del “Gruppo Grotte Fluminese”, i nostri ragazzi/e, hanno avuto modo di compiere un’escursione che sarebbe riduttivo definire solo bellissima.
Di questo ampio complesso carsico si è percorso il “Ramo di Destra”, originato dal “Fiume Rapido” , percorribile per oltre 5 Km., sino alla “Sala del Sonno” , adiacente al “Lago Pensile”, impreziosita da grandi colonne e ricca di stupende concrezioni.
Si è quindi rientrati, invece che per la stessa strada percorsa all’andata, risalendo per il “Ramo di Sinistra” , originato dal tranquillo “Fiume Placido” , e passando per il salone “Rodriguez” , adorno di imponenti colate calcitiche.
Si è anche usata un po’ di corda nelle tre discenderie percorse, ma nulla di che per i nostri bravissimi speleonauti.
Questa breve descrizione dell’escursione non può essere completa senza il vissuto, molto poetico e filosofico di uno dei suoi partecipanti.
Un ringraziamento del G.S.A.G.S. va anche agli istruttori, aiuto I. e non che hanno seguito il gruppo, ma soprattutto al referente Riccardo M., che ha organizzato l’escursione, e al nostro impagabile Gianluca F. che l’ha resa possibile.
Unico rammarico: non essere potuto essere dei vostri.

Lucio Mereu.

Su Mannau 27 Novembre 2011
“Unu cul’e scalittas”
di Stefano Sassu
Fotografie di Stefano Sassu e Giorgia Antoni
(vedete l’allegato per la relazione completa)

“Unu cul’e scalittas”. Nota per Lucio; non abbiamo armato noi, non mi chiedere cose di armo.
mmmhhhh… si, è ancora un poco troppo “Relazione di Babele”, ci sto lavorando su.
Ovviamente lo scopo è puramente turistico e presumo per noi ex-corsisti una sorta di palestra per continuare l’ambientamento ipogeo.
Erano 15gg che non entravo in una grotta e già mi mancava l’umidità al 100% e quell’odore di muffa e umido, quindi come si è proposta l’escursione a Su Mannau non mi è sembrato vero e appena possibile mi sono segnato sulla scheda.

Ingresso

Tento qualche indagine per capire come sarà la grotta, quanto mi dovrò cagare addosso in questa uscita, ma i SSS (Servizi Segreti Spanottiani) sono efficientissimi nel sviarmi.
Sveglia ore 6.45, almeno vorrei ma non sento il cellulare che si lamenta, quindi mi alzo di soprassalto tipo vampiro dalla bara alle 7.00.
Dopo una veloce lavata “a gatto” ricontrollo rapido le sacche, pronte dal giorno prima, e preparo l’acqua calda per il thè. Oggi farò il raffinato, dolcetti inglisc da tiii, crema “Lemon curd” da spalmare sopra i dolcetti e i miei thè della Mariage Frères.
Mi carico tutto in spalla e in mano e scendo rapido le scale, sono le 7.30 l’appuntamento è per le 7.45. Ok, bisogna crederci. Arrivo giù e mi cade il termos con l’acqua calda, la parte interna in vetro si annichilisce.
Bene, niente di meglio per rilassarti ed affrontare con serenità una grotta (la 3a degna del nome nella mia vita) di cui non si sa nulla perché i SSS (Servizi Segreti Spanottiani) hanno promesso morte e distruzione a chiunque diffonda notizie! Termos rotto, acqua bollente ovunque, minimo 15 minuti di ritardo, rischio di dovermi trovare la grotta da solo (si non so dov’è Su Mannau, e quindi?!). Ridi e il mondo riderà con te, dice un proverbio, dico una messa veloce a beneficio del Thermos defunto, mi faccio una risata e parto “a fuoco” destinazione sede GSAGS.
Mando un messaggio veloce a Giorgia per dirle che arriverò, lei mi richiama “Guarda che Riccardo ha fretta e stiamo già partendo!”, in quell’istante vedo il Jeep del nominato che mi passa davanti a velocità warp, inversione alla “hazzard” e inizio l’opera di inseguimento che concludo alla pausa benzina poco oltre.
Qui guadagno il compagno di viaggio, proprio Giorgia, con cui si imbastiscono discussioni filosofiche sull’alta finanza. Lei si dichiara atea, io deluso dalla chiesa.
E pensate che ancora non siamo nemmeno arrivati alla grotta!
Comunque, arriviamo a Su Mannau e c’è al parcheggio Gianluca che ci aspetta con il suo sorriso a 31 denti e il casco al contrario. Saluti e baci, piccole discussioni su chi c’è e chi non c’è, ci contiamo 5 volte ottenendo sempre risultati diversi poi si opta per una media pesata, siamo circa 19,6 persone. Si arrotonda a 20.
Ci vestiamo rapidi, ormai abbiamo preso la mano. Longe, maniglia, discensore, rimando, croll, controlla chiusura delle maglie rapide, trovarsi altri due disperati con cui controllarsi a vicenda gli attrezzi. Ci sono un paio di intoppi imbrago, tipo gente che entra con due gambe in un cosciale e gente che al massimo ci può infilare un braccio.
Ci facciamo i filmati pre-partenza con la Regista Antoni che muove le camere e le luci e poi partiamo di gran carriera appresso a Gianluca.
Siamo troppo toghi, io ho anche la mia tutina di seconda mano rossissima, un gabbibo 1:1 in sostanza, andiamo tintinnanti tutti d’appresso alla nostra guida. Un paio della cordata defezionano per cercare funghi, vengono ricondotti rapidamente alla ragione da Gianluca con un tono tra il faceto e l’assassino.
Ci accendiamo ed entriamo, sono circa le 10.
Un brevissimo percorso sulle passerelle, poi scavalchiamo e iniziamo a fare un poco di grotta.
Piccolo saltino in corda da fare chi con gli attrezzi, chi con il barcaiolo, chi con il culo. Giù rimaniamo con Ricardo circa 10 minuti a cercare di capire come si fa il barcaiolo che lui ha appena usato. Desistiamo, eppure sono figlio di marinaio e lui ci è appena sceso.

Traversino

Inizia una passeggiata per le sale di Su Mannau, bellissimo, moltissime scalette, scalette, c’erano scalette ovunque, ma non mi lamento, meglio la scaletta rigida che quella speleo. Ci facciamo qualche micro-traverso, altri salti in corda, discenderie, cunicoli, ma dopo Su Bentu e il Me(r)d(r)os non mi emozionano. La grotta ha delle concrezioni strepitose, delle colate che luccicano come se fossero addobbi natalizi. Strepitosa.
Ho già detto che era strepitosa?
Sale altissime, stalattiti e vele trasparenti, colonne bellissime.
Arriviamo al punto tanto temuto da tutti: “La Sella”… va beh… si fa. In salita è peggio che in discesa. Ma si fa sereni e relax.
Ci facciamo un poco di opposizione sopra un inghiottitoio (penso sia questo il punto dove ho ripetuto più spesso “vi odio”) e ci accampiamo per il momento panino e mortadella / cioccolato / enervit. Poi facciamo il pozzo Bologna (forse), una scala a pioli verticale con ringhiera protettiva da fare con il sacco appeso alla longe corta (noi implumi non abbiamo ancora una baricentrica). Penso di aver letto due versetti del vangelo secondo Matteo in questa occasione, più o meno quando il sacco si infilava con fare risoluto in mezzo agli scalini.
Altra progressione sparsa e arriviamo al nostro obbiettivo. La Sala del Sonno. Ci aspettavamo brandine, rimasugli di campo, anche un manichino vestito da speleologo tipo i musei. Niente, solo bellissime concrezioni ed eccentriche, anche dal pavimento, cose mai viste… si se lo dico io è facile lo so.

Trasparenza

E ora la parte più divertente di tutte, come uscire da una grotta in meno di un’ora quando ci hai impiegato 2 ore e mezza per arrivare dove sei? Semplice, c’è sempre una scorciatoia!
Torniamo indietro, ci rifacciamo la nostra bella scala a salire questa volta senza scomodare religioni o filosofie dell’esistenza e la nostra bella sella che in discesa ci lascia veramente delusi per la semplicità.
Arriviamo alla deviazione, scendiamo l’ennesima scaletta e si forma un bel tappo, chissà come mai, penso io.
Ci mettiamo sereni in fila e quando arriva il mio momento capisco.
Gianluca da le istruzioni: “Toglietevi tutti gli attrezzi, lasciate solo la longe, spostate tutto sulla destra del corpo, il sacco lo date a me che ve lo passo giù, quando arrivate entrate di fianco con il fianco destro, sedetevi e poggiate il piede SINISTRO sul montante della scala, poi fatevi scivolare facendo opposizione con le braccia fino a che non siete passati”.
Ora, va chiarito, che io stazzo sui 92Kg, mi affaccio lo guardo, guardo il buco e gli dico “Manzetti non ne hai?”, lui: “Si, li mangiamo dopo, arrosto, muoviti che se ci passo io ci passi pure te!”
Mi infilo scivolo piano piano e poi mi ritrovo con le longe ovviamente incastrate nel montante della scala. Panico. “E ora?!”, “E ora sganciale dall’imbrago”… ehmm. Le Sgancio e cerco di farle passare oltre il montante mentre scivolo piano piano e non posso piegare i piedi. La corta viene via scomodando una figura femminile molto importante in una diffusissima religione mondiale. La lunga viene aiutata dal titolare stesso della suddetta religione. Dovrò dire parecchie preghiere per chiedere scusa, una volta che esco da questa grotta.

Sala del Sonno

Come si dice, il resto è storia… e che storia.
Esco a pressione dal buco su un salto di circa 10m da fare su due scale a pioli e li giù ci aspetta il fiume placido, bellissimo, il mio primo fiume sotterraneo, devo aver detto “ma è bellissimo siete dei pazzi” almeno 20 volte, ho visto qualche compagno di squadra che soppesava dei massi, forse voleva lanciarli in acqua, chissà!
Tento una dormita ma sono circondato da donne che parlano, impossibile, desisto. Aspettiamo Gianluca che torni per farci vedere la strada.
Per uscire passeggiatina lungo il fiume, una salitina in corda, con relativa gara tra me e Graziella persa dal sottoscritto con ampio margine, un pezzettino di “traverso”, da fare con longe in tensione, e poi si esce sulla parte bassa della passerella turistica.
Fatta! BELLISSIMA, voglio fare un altro giro!!!!
Gianluca ci fa un poco di storia della grotta mentre riprendiamo fiato e aspettiamo gli ultimi della carovana, ci contiamo, 19, un normale calo fisiologico.
Inizia la salita, la parte peggiore di tutta la grotta! Magari avremo faticato di meno a farcela in corda accidenti!
Arriviamo all’ingresso e andiamo a vederci un poco di archeologia con le copie delle lucerne usate dai punici e dai romani.
Usciamo, ci spegniamo e ci lanciamo a cercare funghi e a cambiarci.
Si pasteggia a carne, pastasciutta e moltissimi dolcini!
Grazie Compagni, Grazie GSAGS.
Grazie Gianluca 31 denti (strepitosi quei dolci)!
GRAZIE
Data l’abbondanza dei “strepitoso” e dei superlativi immagino abbiate capito che la grotta mi ha deliziato… MOLTISSIMO 😀
Vedendo l’elenco dei presenti è banale che il calo fisiologico all’uscita fosse dovuto al fatto che non mi sono contato 😀

E non poteva mancare ovviamente il video della Regista Antoni 🙂

Relazione-Su-mannau-27-11-2011
Titolo: Relazione-Su-mannau-27-11-2011 (0 click)
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Categoria: Attività, Primo Piano, Speleologia Carsica

10 risposte "1a escursione post corso 2011."

  1. Pier Luigi Melis ha detto:

    Bravo Stefano!
    Bella anche questa relazione…
    Mi piace molto il tuo stile, in linea con lo spirito e la mentalità che la nostra associazione DEVE continuare a mantenere.
    Grazie.

    Pier Luigi Melis.

  2. Gheorghia ha detto:

    Io aggiungerei anche la “strepitosa” e “abbondante” salsiccia che ti sei mangiato e che ci ha costretto a viaggiare con i finestrini aperti!

  3. gsadmin ha detto:

    Non capisco di cosa tu stia parlando!!! (Bluuurp!)

  4. Alfredo ha detto:

    bellissimo Stefano che controlla Marco, ma chi controlla Stefano :-))

    1. Stefano Sassu ha detto:

      Giorgia!

  5. Alfredo ha detto:

    e Giorgia??

  6. Stefano Sassu ha detto:

    Io, si vede nel filmato! 😀

  7. Alfredo ha detto:

    sono riuscito a vederlo tutto, come aiuto badante del magazzino si vede che sai dove mettere le mani 🙂

    1. Stefano Sassu ha detto:

      😀 😉

  8. marcomat ha detto:

    siete roba ca casino, io mi dissocio!