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Cala Biriola dai salti.. Anzi no, Punta Plumare e discesa in corda su Codula Sisine!

ATTIVITA’: Percorso misto
DATA: 3 Novembre 2012
COMUNE: Baunei
LOCALITA’: Ololbizzi, Serra Ovra, Punta Plumare, Codula Sisine
ORGANIZZATORE DELL’USCITA: Tutti e Nessuno del G.S.A.G.S.
PARTECIPANTI: Alberto Piras…io, Lorella Nettuno, Michela Muggironi (Miki), Nicola Artizzu, Marco Contu, Caterina Farris (Chety), Emilia Spiga (Emi), Ovidio Atzeni

La sveglia delle 6 del mattino per me non è traumatica, sono in astinenza da supramonte e non vedo l’ora di rimetterci piede.

Naturalmente il suono del mio telefono sveglia anche Francesca che, dopo avermi chiesto l’ora, mi dice che sono il solito esagerato e che arriverò al maneggio della Piana del Golgo troppo presto.

Come volevasi dimostrare, partendo alle 6,30 da Lanusei arrivo per le 7,05 alla Foresteria, effettivamente un po’ prestino rispetto all’appuntamento delle 8,30 :)!

Arrivato al maneggio mi trovo di fronte alla normalità mattutina di un campo gsags: camper, fuoristrada ed auto con maggiolina, tendine qua e là, gente che girovaga senza meta.

Parcheggiata l’auto fuori dal cancello, inizio ad intravedere e salutare gli amici più chizzani, anche se la maggior parte di essi è giustamente nel mondo dei puffi.

Entrato nella Foresteria, noto che l’ambiente inizia ad animarsi di tutti coloro che si accingono a fare la colazione pre-escursione .. Scambio con StefanoL un po’ di informazioni sul percorso per S’Istrada Longa, saluto MarcoPac, Ricardo con una sola C, Giuseppe e Sandra, Ovidio, qualche nuovo socio e qualche vecchia gloria.

Appena incontro Bob, mi informa subito che una delle corde che sto per prendere in consegna per la nostra escursione è stata tagliata in quanto trovata lesionata prima dell’escursione del giorno precedente a Padente (sono un po’ cacofonico!). Presa in consegna l’attrezzatura, salutate un altro po’ di persone, vado verso il cancello dove trovo Miki, Nicola, Lorella, Emilia, MarcoC, Chety, ed Ovidio già pronti a partite. Formati velocemente gli equipaggi ed accesi i motori ci dirigiamo nella località Ololbizzi, dalla quale inizieremo il sentiero per Biriola.

Parcheggiate le auto alla bell’e meglio iniziamo a preparare gli zaini con qualche presa per il culo nei miei confronti.. Miki guarda una custodia che scivola dal mio zaino, e raccogliendola dice: “sei l’unico che conosco ad avere anche la custodia per le batterie” .. rincara poi la dose dopo aver visto la custodia per il casco, vabbè!

MarcoC poi, anche se non ricordo le parole esatte esatte, guarda il mio zaino e dice qualcosa del tipo: “ma dimmi una cosa.. questi accorgimenti, a parte per la tua infinita esperienza, sono pensati prima di acquistare lo zaino, o piovuti dal cielo con lo zaino?!” ..della serie ..viene prima l’uovo o la gallina?!

Ora che ci penso, gli amichetti fanno anche dei commenti sui miei HMS nuovi, ma senza ironizzare più di tanto!

Terminati i preparativi, iniziamo a camminare..

Imboccando il sentiero in salita mi accorgo subito che probabilmente ho caricato troppo lo zaino causa troppa ferramenta, ma ormai i giochi sono fatti.

Tra una chiacchiera e l’altra con Emi, essendo andato a Biriola varie volte e sapendo che ci sono diversi sentieri paralleli, dico più volte che dobbiamo cercare di stare sul sentiero di mezzo senza prendere quello alto.

Tutto procede come da previsioni sino a quando mi accorgo, cammina cammina, che è trascorsa quasi un’ora.. Ops! Porca miseria, siamo sicuramente sul sentiero alto! L’ultima volta di Biriola in corda arrivammo in un’ora a Cuile Piddi, ed ho quindi la certezza che ci siamo lasciati indietro la deviazione!!!

A questo punto, per capire esattamente di quanto siamo avanti, andiamo verso le pareti e ci affacciamo sul bosco di Biriola ammirando il magnifico panorama e vedendo Cala Biriola un po’ a Sud!

Mentre ci affacciamo, intravisto un terrazzo che interrompe il paretone tra Serra Ovra ed il bosco di Biriola, mi viene anche la malsana idea di attrezzare una calata per cercare di arrivare direttamente al bosco senza tanti complimenti! Per fortuna il saggio Ovidio, guardando giù, fa la giusta considerazione che probabilmente le corde che abbiamo non sono sufficienti, e mi fa cambiare idea e rientrare nei ranghi! Mi dice giustamente che non siamo in pochi, facendomi anche intendere che quelle cose si possono fare solo “tra esauriti”!!!

Tornati nel sentiero principale, effettuata una ridistribuzione dei carichi degli zaini, si prospetta la possibilità di percorrere il sentiero a ritroso per agganciare una coduletta che permette di passare dal sentiero alto a quello basso, roba da non più di 15/20 minuti.

Durante lo scambio di opinioni mi viene in mente, pensando ai vecchi tempi, di proporre di andare a Punta Plumare, posto bellissimo visitato una decina di anni prima!

Ovidio, essendo già stato a Biriola ma non a Plumare, dice che lui preferirebbe forse andare a Plumare, in quanto sarebbe un percorso nuovo.. Emi dichiara candidamente che se l’avessimo portata a Plumare vendendola come Biriola, lei l’avrebbe considerata tale :)! Nel frattempo dico che il percorso per andare a Plumare sarà decisamente più lungo oltre ad essere privo di sentieri, ma rimango totalmente inascoltato! .. Qualcuno mi accuserà poi di averlo detto volontariamente a voce bassa, in modo da non essere sentito :)!

Avrete capito che a questo punto abbiamo già deciso di cambiare percorso e dirigerci verso Punta Plumare: il programma prevede di raggiungere Punta Plumare per poi oltrepassarla, scendere disarrampicando in un grande terrazzo roccioso, e cercare l’armo di calata trovato per caso una decina di anni prima.. effettuate le calate bisognerà raggiungere il letto di Codula Sisine sirbonando nel bosco.

Nell’ormai lontano 2002 io e Mauro Deiana, detto Dolly per la sua passione per il ballo, ci calammo da Punta Plumare senza sapere esattamente se sarebbe stata sufficiente la corda.. tra l’altro, durante quell’escursione, Mauro perse chissà dove una delle due ciabatte che teneva attaccate allo zaino! Sempre in quella occasione, gli altri componenti della comitiva di allora (Francesca mia, Paolo e Roberta, e bo’) decisero saggiamente di rientrare ad Ololbizzi percorrendo il cammino a ritroso!

Tornando alla nostra escursione, presa la decisione definitiva di cambiare programma, riprendiamo il sentiero in direzione Nord, raggiungendo in breve tempo il bel Cuile di Serra Ovra e Su Puzzettu, cavità naturale protetta da un grosso tronco lavorato a mo’ di tappo, all’interno della quale si accumula l’acqua piovana.

Dopo aver sollevato il grosso tronco, ed aver fatto un paio di tentativi di recupero acqua con un apposito secchiello trovato in loco, proseguiamo percorrendo alcune esigue tracce di sentiero che ben presto andranno a perdersi, ma questo è comunque tutto previsto!

Raggiungere Punta Plumare da Su Puzzettu è un’operazione abbastanza semplice in quanto è sufficiente tenere la direzione Nord evitando il più possibile la vegetazione, senza perdere troppo tempo a cercare sentieri che non ci sono.. La difficoltà di questa tipologia di percorso è data più che altro dal fatto che si rischia di cadere nei campi solcati o di infrattarsi nella vegetazione perdendo tempo, energie e sangue.

Tenendo la direzione riusciamo con non troppe difficoltà ad arrivare su Punta Plumare dalla quale possiamo godere di un magnifico panorama a 360°, con Codula Sisine ed i suoi maestosi affluenti a sinistra ed il mare di Costa Sisine a destra.

Oltrepassata la punta, iniziamo a scendere in direzione Nord per cercare di raggiungere delle pareti di una decina di metri che delimitano un sottostante terrazzo roccioso che dovremmo raggiungere per effettuare le calate in corda. Arrivati in prossimità delle suddette pareti, individuato un punto in cui disarrampicare, raggiungiamo il terrazzo abbastanza agevolmente. Ovidio invece, trovandosi poco più a Est per scattare alcune foto aeree di Cala Sisine, decide di disarrampicare in un punto un po’ più esposto.

Scesi sul terrazzo roccioso io ed Ovidio iniziamo a cercare l’armo per poter organizzare la calata.. Ricordando che si trova nel versante Ovest del terrazzo, iniziamo a sfruccugliare ed Ovidio lo trova quasi subito! .. Durante la breve ricerca ho comunque tutto il tempo per inciampare in un ramo invisibile(!), rischiare di perdere i denti e bucarmi una mano in due punti.. tutto normale amministrazione!

Ora che abbiamo trovato l’armo possiamo mettere qualcosa tra i denti e riposarci un po’.

Trovandoci tutti faccia a faccia scambiamo qualche impressione sul percorso fatto, arrivando alla conclusione che è molto diverso da quello per Biriola, essendo questo decisamente più Wild!  .. Lorella si accorge di avere un bello strappo nel retro dei sui pantaloni e Miki non si capacita di aver strappato i suoi montura nuovi!

Ero convinto che qualcuno mi mandasse a qual paese,  ed invece mi accorgo con stupore che sono tutti contenti, o almeno così fingono di essere!

Emi, Chety e Lorella sembrano soddisfatte per la dura camminata, MarcoC è sereno nonostante un fastidio alla caviglia, Nicola idem nonostante dica di essere un po’ stanco.. Miki ed Ovidio non fanno testo :).. Personalmente sono contento come una pasqua!

Guardando le facce dei presenti e riflettendo sul percorso fatto penso tra me e me che le donne del gruppo sono decisamente più allenate di noi maschietti, a parte Ovidio che non è mai stanco!

Dopo aver mangiato, indossiamo le attrezzature personali e ci avviciniamo all’armo per dargli uno sguardo più accurato.. l’armo di calata è costituito da un singolo anello in acciaio (su roc) dal quale parte un cordino volante (da 7 mm) che permette l’avvicinamento al vero e proprio  armo di testa, posto in parete. Quest’ultimo (di testa) è costituito da due placchette in acciaio (su fix) posizionate in serie ed unite da un cordino.. La sostanza è che i cordini sono da sostituire in quanto cotti dal sole!

Non rimanendo tantissime ore di luce cerchiamo il sistema per migliorare l’armo senza rivoluzionarlo.. Anche i nuvoloni carichi di pioggia ci inducono a non perdere troppo tempo facendo il minimo indispensabile per la sicurezza.

Attrezzata la prima calata, inizio a scendere e, dopo poco più di 25 metri sul vuoto, raggiungo il gradino roccioso in cui ero stato dieci anni prima ed in cui non pensavo avrei rimesso piede. Dopo essere stato raggiunto da tutti gli altri, mentre ci godiamo il panorama, li informo che per raggiungere la codula dopo i salti occorrerà sirbonare nel bosco, anche se non mi sembrano per nulla preoccupati!

Raggiunto l’albero sul quale nel lontano 2002 posizionammo la corda per la seconda calata, con grandissimo stupore mi accorgo che c’è una ciabatta! Noo, non posso credere ai miei occhi, la ciabatta persa da Mauro Dolly dieci anni prima era lì in bella mostra! Per essere creduto dai compagni di escursione del 2002 e non essere preso per pazzo, chiedo ai presenti di scattare qualche foto!

Posizionata la corda intorno all’albero iniziamo la seconda calata (25 metri circa), anche se è decisamente meno bella e meno spettacolare della prima. Scendiamo tutti abbastanza velocemente a parte Miki che, rimasta per ultima, deve prima risolvere qualche casinetto fatto da me nel tentativo mal riuscito di fare un armo “vai e vieni”!!!

Una volta arrivati tutti alla base del secondo salto, per arrivare sul letto di Codula Sisine, ci rimane da attraversare il bosco in discesa (direzione Ovest)!!!

Sirbonando sirbonando, dopo una ventina di minuti sotto la pioggia, dopo esserci più volte divincolati da un po’ di maledetti rovi, arriviamo nella Codula Sisine quasi all’imbrunire.. ora non ci resta che percorrere il largo sentiero per Plan’e Murta e la strada sterrata che da lì conduce ad Ololbizzi.

A questo punto bisogna camminare.. sempre che Chety non decida di mettere in pratica la volontà, manifestata in precedenza, di disarcionare il pilota del primo quod che passa ed utilizzare il mezzo per raggiungere le auto :).. Purtroppo, o per fortuna, non passeranno quod!

Arrivati a Plan’e Murta intravediamo delle lucette.. mmhh! chi sarà?

Miki riconosce da lontano Marco Pisano e si avvicina.. dopo i saluti di rito, scambiandoci informazioni sui percorsi fatti, scopriamo che MarcoP, Bastiano Cappai, ed altri erano lì per valutare il da farsi per il riattrezzamento della cengia Plumare. Venuto a conoscenza del percorso fatto da noi, Bastiano un po’ sorpreso ci dice: “Avete trovato gli armi di Plumare?! ..nessuno sa che ci sono quegli armi, chi via ha detto della loro esistenza??” ..Azz, non pensavo che gli armi trovati dieci anni prima fossero un segreto di stato o una chimera :)!

Dopo quattro chiacchiere, Bastiano è così gentile da offrire un passaggio per il recupero delle auto a Nicola e MarcoC, e farci risparmiare un bel po’ di cammino su sterrata.

In attesa che Nicola e MarcoC vengano a recuperarci ci incamminiamo per andare loro incontro.. dopo trenta minuti di percorso ad ostacoli tra la merda di bue, e prima che inizino per noi le salite vere e proprie, vediamo i fari delle auto ed il trekking finisce a tutti gli effetti.

Tra i fatti degni di nota avvenuti dopo, c’è solo la comparsa della birra ghiacciata che Sant’Ovidio porta fuori dalla sua borsa frigo, posta coscienziosamente nell’auto di MarcoC :)!

Che dire ancora.. dal mio punto vista una bellissima giornata ed una bellissima compagnia!

Alberto

Categoria: Outdoor

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